Il movimento "La Coscienza degli Animali” nasce dalla volontà di Michela Vittoria Brambilla e Umberto Veronesi, di dare voce a chi voce non ha e di contribuire in maniera significativa alla creazione di una nuova cultura di amore e tutela degli animali e di rispetto dei loro diritti.
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CORPO FORESTALE, INTERROGAZIONE ON. BRAMBILLA: "IL GOVERNO CAMBI ROTTA E, INVECE DI ABOLIRLO, LO POTENZI"

 

Se il governo abbia "attentamente considerato" le conseguenze della scelta di abolire il Corpo forestale dello Stato "nella realtà del nostro Paese, dove si commettono 3-4 reati ambientali all'ora, dove eco- e zoomafie sono in piena attività, dove il dissesto idrogeologico è un'emergenza nazionale" e se, "a seguito di una più matura ponderazione, non ritenga opportuno mutare orientamento, preservare l'autonomia e l'integrità del Corpo ed, anzi, potenziarlo". Lo chiede – in un'interrogazione al Presidente del Consiglio e ai ministri delle Politiche agricole e dell'Ambiente – l'on. Michela Vittoria Brambilla (FI), presidente della Lega Italiana per la Difesa degli Animali e dell'Ambiente, che non esita a definire "criminale" l'idea di "accorpare" la Forestale.

"Con 192 anni di storia – ricorda l'ex ministro del Turismo - il Corpo forestale dello Stato è una "polizia ambientale" dalle capacità e dalle competenze paragonabili solo a quelle dei "ranger" delle agenzie federali americane, altamente specializzata in tutela della biodiversità, monitoraggio delle foreste, lotta agli incendi boschivi, controlli agroalimentari dai produttori fino alla tavola, lotta all'inquinamento e al traffico dei rifiuti".

 

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CORPO FORESTALE, BRAMBILLA: "CRIMINALE FARLO SPARIRE"

 

"Assurdo dal punto di vista del risparmio e criminale per quanto riguarda la tutela del territorio e della biodiversità, di cui l'Italia è il massimo scrigno in Europa". Così l'on. Michela Vittoria Brambilla, FI, presidente della Lega Italiana per la Difesa degli animali e dell'Ambiente, definisce il progetto del governo di "assorbire" il Corpo forestale dello Stato. "Ci opporremo con tutte le forze", avverte.

"Questo esecutivo e questa maggioranza – afferma la parlamentare, annunciando anche la presentazione di un'interrogazione - rischiano di battere ogni record di disattenzione e negligenza verso la tutela dell'ambiente e della biodiversità. Dopo "regali" alle doppiette come la mancata abolizione dei richiami vivi o il permesso di cacciare sulla neve, dopo la "non punibilità" di fatto per molti reati a danno degli animali, dopo il tentativo (per ora abortito) di trasformare in sanzioni amministrative le norme penali che puniscono l'uccisione di un animale di specie protetta, ora l'esecutivo punta con decisione verso lo scioglimento del Corpo forestale dello Stato, assicurando, sostengono, "gli attuali livelli di presidio dell'ambiente e del territorio e la salvaguardia delle professionalità esistenti".

 

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SPECIE PROTETTE, BRAMBILLA: "PAZZESCO PENSARE A DEPENALIZZAZIONE, MIA PDL RADDOPPIA LE PENE"

 

E' "pazzesco, assurdo e inaccettabile" derubricare da penale ad amministrativa, come propone di fare il Pd, la sanzione prevista per chi abbatte, cattura o detiene mammiferi o uccelli di specie protetta. Al contrario, non solo deve rimanere la sanzione penale, è necessario raddoppiare le pene almeno per alcune specie (lupo, orso, stambecco, camoscio d'Abruzzo, muflone sardo). Lo afferma l'on. Michela Vittoria Brambilla (FI), presidente della Lega Italiana Difesa Animali e Ambiente, che ha predisposto una proposta di legge in tale senso.
Nel mirino dell'ex ministro c'è innanzitutto l'emendamento al collegato ambientale, all'esame della competente commissione del Senato, riformulato dal relatore Stefano Vaccari (Pd), che vorrebbe punire con una semplice sanzione amministrativa da 774 a 2.065 euro l'uccisione, la cattura e la detenzione di esemplari delle specie protette elencate nell'art.2 della legge sulla caccia. Per intendersi, si parla – tra gli altri - di lupo, orso, martora, cervo sardo, lontra, puzzola ma perfino di animali come la foca monaca e di tutte le specie di cetacei, di uccelli quali il pellicano, il tarabuso, la spatola.

 

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PARCO D'ABRUZZO, BRAMBILLA: ORSI MARSICANI A RISCHIO TUBERCOLOSI, GOVERNO INTERVENGA

 

Il governo valuti se non sia opportuno dichiarare "zona ad alto rischio sanitario" per l'orso marsicano, per la fauna selvatica e per il bestiame domestico (tutti infettabili), l'area del Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise dove, da anni, è stato individuato un focolaio di tubercolosi bovina e "sospendere cautelativamente il pascolo su tutto il territorio del parco, o su parte di esso", in attesa che accurate analisi facciano chiarezza sulla presenza della malattia. Lo chiede l'on. Michela Vittoria Brambilla (FI) in una interrogazione ai ministri della Salute e dell'Ambiente.
"Nel parco – ricorda l'ex ministro del Turismo - secondo l'ultima stima dell'Università "La Sapienza" di Roma, sono rimasti solo una cinquantina di esemplari di orso marsicano, con una ridottissima variabilità genetica. Un'epidemia di tubercolosi potrebbe facilmente cancellare per sempre dalla faccia del pianeta la sottospecie "marsicanus", la cui conservazione è responsabilità del nostro Paese". Più volte, negli anni scorsi, l'autorità sanitaria ha dichiarato la chiusura del focolaio, ma nel marzo del 2014 "un'orsa in piena età riproduttiva è morta proprio a causa della tubercolosi". Risulta infatti, ricorda l'on. Brambilla - che è anche presidente della Lega Italiana per la Difesa degli Animali e dell'Ambiente (LeIDAA) - "che i plantigradi frequentano gli stessi fontanili dei bovini e avrebbero anche predato un vitello potenzialmente infetto". Di qui l'esigenza di verificare la situazione e, se del caso, di intervenire senza ulteriori ritardi.

 

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EXPO, BRAMBILLA: "INACCETTABILE CHE CONSIDERI GLI ANIMALI SOLTANTO COME CIBO, DIA SPAZIO A SCELTA VEG"

 

"Mi aspetto che l'Expo dedicato all'alimentazione sia anche un'occasione per riflettere sullo status degli animali, sulle sofferenze negli allevamenti intensivi, sulla loro non sostenibilità ambientale ed economica, sull'alternativa vegetariana. E' inaccettabile che consideri gli animali soltanto come cibo". Lo ha detto oggi l'on. Michela Vittoria Brambilla, nella duplice veste di ex Ministro del Turismo e di presidente della Lega Italiana Difesa Animali e Ambiente, durante l'incontro pubblico "Expo e animali: un'occasione perduta?" organizzato in collaborazione con l'Associazione Italiana Turismo Responsabile.

"C'è il rischio concreto – spiega l'ex ministro - di vedere una manifestazione ambiziosa anche dal punto di vista culturale ridursi ad una versione planetaria delle sagre di villaggio - un villaggio globale - dove i venditori (governi o multinazionali) si contendono gli spazi per impiantare il chiosco e smerciare le proprie specialità (per lo più a base di carne). Nei giorni scorsi, per esempio, abbiamo visto il "porcetto" sardo, penalizzato dalla peste suina, soccombere dinanzi all'avanzata delle bistecche di coccodrillo dello Zimbabwe e del "fritto d'insetti". E chissà quante altre contese del genere ci attendono, per la gioia dei titolisti dei giornali".

 

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